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Ponte ponente Sarkozy

In questi giorni faccio scoperte sensazionali. Ieri sera, per dire, ero a cena da mio fratello, che mi ha spiegato da dove venga la conta “ponte ponente ponte pi”. Ebbene, l’assurda filastrocca sarebbe la versione quasi completamente desemantizzata dell’originale francese, dove una venditrice di mele presentava la sua mercanzia cantando: “Pomme de reinette et pomme d’Api/ d’Api d’Api rouge/ pomme de reinette et pomme d’Api, d’Api d’Api gris”. Già tra i bambini francesi, però, sulle rare mele d’Api rosse e grigie s’imponeva la lectio facilior “tapis rouge” e “tapis gris”. Quindi la filastrocca arrivava in Italia, e finiva come sappiamo, con tappe-rugia e tappe-rì (anche il movimento che si fa nella conta, che termina con il braccio dietro la schiena, si spiega con la versione originale, in cui a un certo punto spunta pure un infido ladro di mele).

Ora, a parte l’indubbio interesse della scoperta in sé, quello che vorrei sottolineare è il suo straordinario valore politico. Io stesso, per la verità, l’ho afferrato pienamente solo stamattina, leggendo sul Corriere l’intervista a Walter Veltroni. Intervista in cui il sindaco, per tenersi al passo con Sarkozy, dice che dalla destra prenderebbe volentieri un intellettuale come Franco Cardini (“un uomo di straordinaria levatura”) e tra le altre cose propone una specie di gogna pubblica per i pedofili. Leggetela anche voi, leggete quando Veltroni spiega – senza tema di sfidare l’impopolarità – che non gliene importa nulla della privacy dei pedofili (e dei presunti pedofili? E con le maestre d’asilo accusate di pedofilia che si dicono innocenti che si fa, lapidazione preventiva?). Leggetela e poi ditemi se a ogni risposta non sembra anche a voi di sentire la sua voce che conclude cantilenando: “Tappe-tappe-rì”.

Pubblicato il 28/8/2007 alle 14.29 nella rubrica Diario.

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