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Intermezzo intimista sulla riforma delle pensioni

Oggi ho visto un manifesto di Rifondazione che diceva: “Giovani e pensioni - L’accordo è da cambiare”. Urca, mi sono detto, nientemeno. E poi ho pensato a tante altre cose, a partire dalla psicologia dell’ideatore del manifesto. Ovviamente non ho idea di chi sia, ma rappresenta per me una figura tipica, un mondo intero (nonostante le divergenze nel merito, lo stesso del ministro Damiano e di Piero Fassino, per capirci). Ora sono troppo stanco per riportare tutto il corso dei miei pensieri ma alla fine, per farla breve, credo di aver capito solo in quel momento cosa intendeva un mio amico quando mi disse: “Quanto più una persona è intelligente, tanto più, se non vuole diventare un guitto o una macchietta, dovrebbe essere misurata nei giudizi che esprime, perché in fondo anche l’eccesso di sarcasmo alla fine che mi rappresenta? Alla fine, per me, anche quello è un modo di non saper stare al mondo”. E così, pieno di tenerezza e di comprensione per chi magari dietro a quel manifesto aveva fatto le ore piccole, come io stesso tante volte in passato, pensando e ripensando lo slogan o la grafica o anche solo per attaccarlo lì dove io lo avevo trovato, me ne sono andato a casa. E così farò ora.

Pubblicato il 2/8/2007 alle 21.16 nella rubrica Diario.

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