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Cinquant’anni di solitudine

Ci ho ripensato. Lo ammetto: sono stato impulsivo. E’ evidente che non si tratta di soldi, che il problema è più profondo, che non si può risolvere con una semplice colletta. E’ chiaro che quando uno arriva a scrivere: “Si stenta perciò a comprendere la costernazione di chi, nemmeno raggiunto da un avviso di garanzia, vede nondimeno associato sui media il proprio nome a un’intricata vicenda giudiziaria”, si capisce che quando uno arriva a questo punto, che stenta, uno come Pierluigi Battista, non è che te la puoi cavare con una colletta. E nemmeno con gli attestati di solidarietà. Si capisce che se persino lui stenta a comprendere questi politici che si costernano perché sui media li associano – perché è vero, in effetti, che questi media associano parecchio, questo proprio non si può negare – ebbene, che vuoi fare? A questo punto, più che a una colletta, sarebbe ora di pensare a un collare.

Pubblicato il 25/7/2007 alle 17.29 nella rubrica Diario.

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