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La verità ci renderà Libero

La prima puntata è uscita domenica (pdf), la seconda oggi, la prossima mercoledì. Su Libero, Oscar Giannino ricostruisce nei dettagli l’intera vicenda Unipol, facendo parlare direttamente Giovanni Consorte. Niente a che vedere, ovviamente, con le paginate che alla vicenda ha dedicato per anni il Corriere della sera, seguito da tutti gli altri maggiori quotidiani. Una campagna di stampa basata sulla ripetizione ossessiva di una serie di ipotesi accusatorie (a cominciare dall’idea del “grande concerto” tra i protagonisti delle tre scalate Bnl, Antonveneta e Rcs) di cui ormai è evidente a tutti l’infondatezza, forse persino a quei magistrati che a suo tempo le avevano prontamente sposate.

La storia comincia però molti anni prima dell’estate 2005. E nel suo complesso è per me lo specchio fedele dell’Italia di oggi, e forse dell’Italia di sempre. Per questo, oggi, vale la pena rileggerla.

E poi, secondo me, tutte le reali difficoltà del governo e della maggioranza nascono da lì. Da quello che fu detto e da quello che fu lasciato dire allora, nell’estate del 2005, da come la campagna contro l’Unipol fu affrontata dai diversi dirigenti del centrosinistra. A ricostruire l’intera storia, dalla campagna di stampa del 2005 contro l’Unipol a quella del 2007 contro il governo Prodi, temo però che se ne ricaverebbe solo la conferma di un antico aforisma del cinema demenziale. E cioè che il cattivo vince sempre, perché il buono è stupido.

Pubblicato il 5/7/2007 alle 15.29 nella rubrica Diario.

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