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Diario


24 giugno 2007

E VA BENE - Tutta la verità e nient’altro che la verità

Oggi è domenica 24 giugno 2007. L’ultima cosa scritta qua sopra (cioè quella qui sotto) è datata mercoledì 8 novembre 2006. E certo, da allora, molte cose sono cambiate. Per dirne una: allora ero un redattore del Riformista, ora sono un redattore del Foglio(*). Per dirne un’altra: allora curavo un piccolo sito internet (Left Wing), ora quel sito è ufficialmente in vacanza.

A questo proposito, già che ci siamo, non so dirvi di preciso quando Left Wing tornerà a riempire di luce la vostra vita, e di rogne la mia. Ma quando il Corriere della sera ha scritto che il vero motivo della chiusura stava negli attacchi a Veltroni, che avrebbero spinto Veltroni a spingere D’Alema a spingere me a chiuderlo, sinceramente, non mi sono preoccupato più di tanto. A parte l’aspetto vagamente surreale dell’intera ricostruzione, chiunque abbia mai letto Left Wing sa già che il suo primo obiettivo polemico non era Veltroni (che era semmai il secondo), ma per l’appunto il Corriere della sera. Ragion per cui ho pensato che nessun individuo sano di mente lo avrebbe considerato fonte attendibile, e dunque non c’era motivo di agitarsi. Certo, si capisce che ho anche pensato di scriverne qui, ma visto che ho giurato di dire tutta la verità e nient’altro che la verità, vi dirò anche il vero motivo per cui, dopo i primi mesi di legittimo e meritato riposo, fino a oggi non ho scritto una sola riga su questo blog: avevo dimenticato la password. E poi, lo confesso, mi vergognavo un po’ a mandare una mail ai gentili manutentori della piattaforma, per risolvere il problema. Oggi, infine, mi è venuto in mente che forse non era la password a essere sbagliata, ma lo user name, e il problema si è risolto da sé (su questo punto vi pregherei di non fare commenti).

Insomma, per riprendere il filo del discorso, fino a poco tempo fa tutto andava per il meglio e io ero un uomo libero e felice. Il mondo mi sorrideva. Fino a quando Fassino, D’Alema, Franceschini e tutti gli altri si sono accodati alla campagna dei grandi giornali, Repubblica e Corriere in testa, incoronando Walter Veltroni segretario del Partito democratico senza passare dal via. A quel punto mi è tornato in mente l’articolo del Corriere di cui sopra. E insomma, onestamente, tutto l’insieme sembrava proprio non fare una grinza. Ma soprattutto ho pensato ai dieci fedeli lettori di questo blog, che dall’8 novembre 2006 a oggi – mi dicono le statistiche – continuano a rileggere appassionatamente lo stesso post. Ecco, mi son detto, devo loro almeno una spiegazione. Un accenno. Un barlume. Un segno di vita.

Ebbene, in sé e per sé, la questione è semplice. Sin dall’inizio, cioè dall’estate del 2003, ovunque mi è capitato di parlare o di scrivere ho sostenuto la prospettiva del Partito democratico, perché convinto della necessità di un partito riformista (non di un partito che “coniugasse” radicalità e riformismo) anche come via per ricostruire una politica, per quanto possibile, autonoma dai condizionamenti di altre forze (per dirla con una battuta: grandi giornali, grandi procure e grande capitale). L’unanime acclamazione di Walter Veltroni, insomma, non era esattamente quello che intendevo. E così, tanto per cominciare e tanto per fare qualcosa, ho deciso di riaprire questo blog.

* - Per gli storici di domani: a ripensarci, l’8 novembre 2006 ero già un redattore del Foglio, da otto giorni. Mi sono sbagliato. Me ne scuso con me stesso e con gli interessati.




permalink | inviato da ciccio il 24/6/2007 alle 18:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa
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