.
Annunci online

ciccio
il nuovo che è avanzato

francesco cundari


Diario


30 aprile 2004

PRECISAZIONE

Ovviamente quando tessevo le lodi delle mail spazzatura non mi riferivo ai virus (comunicazione di servizio: chiunque oggi mi avesse inviato e-mail sappia che probabilmente non le ho ricevute)




permalink | inviato da il 30/4/2004 alle 20:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


30 aprile 2004

ILLUMINAZIONI - La sinistra e l'ordine

Sapete benissimo che qualunque cosa avessi scritto qui, oggi, non avrebbe avuto altra ragione che quella di accendere l'ultimo quadratino (il 30) del calendario alla mia sinistra (io, ovviamente, sono dietro lo schermo). Dunque non vi annoierò con inutili osservazioni sulla politica e sul mondo o con altri futili pretesti, ma vi invito a contemplare con me la meravigliosa immagine di ordine e simmetria offerta qui a fianco.




permalink | inviato da il 30/4/2004 alle 13:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


29 aprile 2004

MULTILATERALI - Si diceva dell'Onu

Non so se ve li ricordate anche voi, ma io me li ricordo bene quegli enormi manifesti dei Ds sulla crisi irachena: "Con l'Onu", dicevano. Ora, a forza di annacquare, finisce che si ritirano e basta. Per i pochi ancora interessati alla questione, comunque sia, la posizione dell'Onu è questa qui. E poi andate dove vi pare (tanto, purtroppo, si era capito che finiva così).




permalink | inviato da il 29/4/2004 alle 21:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


29 aprile 2004

INTELLETTUALI - Perché noi (4 - e forse, fine)

Dove si conclude la lunga ricerca per scoprire infine che la vera domanda non è "voi dove sareste stati a Guadalajara", ma "perché noi".




permalink | inviato da il 29/4/2004 alle 14:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


29 aprile 2004

FAMILIARI - Linea della fermezza e responsabilità individuali

Sulla manifestazione richiesta dai sequestratori tutti, salvo soltanto il Bertinotti del "non ci parliamo, non li sentiamo, non ci interessa sentirli", hanno detto idiozie e si sono assunti, il che è più grave, una pesante responsabilità. Io personalmente non andrò alla manifestazione di oggi, perché non ero per il ritiro immediato prima e non cambio idea ora, dunque non manifesterò, punto. Ma a mio modo di vedere, i familiari degli ostaggi e tutti i privati cittadini che per qualsiasi ragione decidano di manifestare contro l'occupazione dell'Iraq hanno il sacrosanto diritto di farlo, e se questo può salvare tre vite tanto meglio. I familiari, i singoli cittadini, i pacifisti non sono lo stato, né sono partiti politici (che infatti secondo me farebbero meglio a stare a casa e a tacere), non rappresentano altri che se stessi. Per loro dunque non può valere il divieto di qualsiasi cedimento al ricatto terrorista (giustamente) invocato per lo stato e per le forze politiche. Rompendo la linea della fermezza, lo stato si assumerebbe una grave responsabilità che deriva proprio dal suo essere rappresentante di una collettività e parte di un'alleanza, perché cedendo metterebbe a rischio altri paesi e altri cittadini, oltre che se stesso e i propri, indebolendo la lotta contro il comune nemico. Ma cosa c'entrano con questo i familiari delle vittime o i pacifisti tizio caio e sempronio? Senza contare che la richiesta dei sequestratori era facilissimamente aggirabile e non chiedeva di meglio che essere aggirata, chiedendo semplicemente a chi ha sempre sostenuto quelle posizioni e ha sempre manifestato in questi giorni di non fare nulla di diverso. Con quale diritto, di fronte alla possibilità - fosse pure infinitesimale - di salvare la vita di tre persone, gli uni si mettono a fare i soloni capziosi e legulei sul cedimento implicito di chi manifesta, gli altri corrono a gridare che non manifesteranno mai sotto il ricatto dei terroristi (invece di limitarsi a non farlo e stare zitti), altri ancora chiedono che diventi una manifestazione "umanitaria" per poterci andare anche loro, salvandosi la coscienza e senza preoccuparsi minimamente del fatto che non era questa la richiesta dei sequestratori (e non è detto che se ne accontentino). Ripeto, io non sono a favore del ritiro immediato, dunque non vado alla manifestazione. Né ovviamente penso che si debba trattare con i terroristi. Ma qualora una manifestazione fatta da familiari degli ostaggi e privati cittadini - con tutti i margini di ambiguità che la stessa richiesta consentiva ampiamente - avesse anche una sola probabilità di salvare tre vite, perché impedirlo? Perché rischiare di comprometterla? In tutto questo casino, mi stupisco che tanti non si siano minimamente preoccupati di assumersi una simile responsabilità (per i ricercatori instancabili di contraddizioni altrui: dopo che se ne sono occupati tutti i giornali, opinionisti, tv e leader politici nazionali, non credo che un post sul mio blog possa cambiare molto la situazione).




permalink | inviato da il 29/4/2004 alle 13:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


28 aprile 2004

PRECISAZIONE - A proposito di Resistenza

Secondo me, parlare di resistenza irachena prima della rivolta sciita di inizio aprile era nella migliore delle ipotesi un'espressione impropria, nella peggiore una forzatura propagandistica. Adesso, purtroppo, no. Io però continuo a evitare di usarla, forse per idiosincrasia. Ma è un'idiosincrasia che trovo salutare, soprattutto dopo aver visto uno striscione inneggiante alla resistenza irachena alla manifestazione per la pace del 20 marzo, poco prima di sentir dire dalle stesse persone che ci sfilavano dietro che il 25 aprile, la giornata istituita per celebrare la resistenza italiana, doveva diventare una manifestazione per la pace.




permalink | inviato da il 28/4/2004 alle 15:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


27 aprile 2004

ILLUMINAZIONI - Cultura popolare

Ci sono alcuni luoghi comuni, alcune credenze popolari che si insinuano anche nei più scettici, disincantati e razionalisti di noi. Finché non arriva un grande filosofo, uno tipo Wittgenstein, a spiegare che tutta la prima filosofia greca e l'ontologia e le discussioni intorno alla complessa questione del genere "come si può dire di qualcuno che è morto, perché o è morto, o è", nascono semplicemente dal fatto che in greco, così come in italiano, il verbo essere funge anche da copula; dunque non c'è nessun problema ontologico, ma tutt'al più grammaticale: basterebbe che l'essere non copulasse e il problema non esisterebbe. Il genio in questione, a proposito di copula, Wittgenstein e credenze popolari, è lui (con vivi ringraziamenti anche a nome dell'associazione nazionale per la tutela dei facilmente irritabili).




permalink | inviato da il 27/4/2004 alle 20:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


27 aprile 2004

FALLIMENTI - Intervistare l'editore (3)

Ieri sono andato a cena fuori con un'amica che stamattina doveva intervistare quell'uomo amabile che mi paga lo stipendio e voleva qualche suggerimento. Ho scroccato una pizza, una coca cola e un caffè, le ho detto qualcosa tipo chiedigli qual è il suo gusto di gelato preferito e se gli piacerebbe avere un cane, e me ne sono andato a casa. Ma ho dormito male, forse perché la pizza non era un granché o forse perché in altri tempi avrei saputo sfruttare meglio l'occasione. Ma se proprio lo volete sapere, il vero motivo per cui non potevo dormire è che non le ho nemmeno suggerito di chiedergli dove sarebbe stato a Guadalajara.




permalink | inviato da il 27/4/2004 alle 13:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa


26 aprile 2004

ALLE ARMI - La nuova frontiera

Premesso che in realtà sono uno snob di sinistra che di queste cose nemmeno si occupa (e se lo faccio non lo dico), la questione dell'espulsione di Roberto Da Crema dalla Fattoria tira in ballo una questione di tale rilievo da non poter essere trascurata nemmeno da me, o meglio ancora da lui (che poi non è nemmeno di sinistra e quindi questi problemi non ce li ha, beato lui). E' tempo che la sinistra democratica prenda in mano le sorti del paese e che le sue migliori intelligenze strategiche predispongano un'adeguata nuova dottrina per la sicurezza nazionale, con tanto di guerra preventiva ed effetto domino. L'espulsione del Baffo potrebbe essere un casus belli coi fiocchi, meglio delle armi di distruzione di massa (che poi quelle nella Fattoria ci stanno eccome, mi pare talmente evidente da non richiedere spiegazioni). Insomma, la guerra contro Al Qudacons e Al Moidji è la nostra nuova frontiera.  




permalink | inviato da il 26/4/2004 alle 14:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


26 aprile 2004

SCONFITTE - La vera domanda (2)

Ormai è evidente che non sono più quello di una volta, che la vita, il lavoro e la globalizzazione mi hanno definitivamente rammollito. Insomma, mi chiama questa ragazza, la classica telefonata che non ti aspetti, la grande occasione, dopo settimane ma che dico mesi ma che dico anni di febbrili manovre e vani tentativi di accostamento, e non sono stato nemmeno capace di chiederle dove sarebbe stata a Guadalajara.




permalink | inviato da il 26/4/2004 alle 9:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


23 aprile 2004

IRAQ - La vera domanda

Mi dispiace ma ha ragione lui, Asor Rosa, l'uomo condannato a dire una cosa e il suo contrario sin da quando si presenta, detto Sora Rosa dagli studenti bocciati, l'intellettuale palindromo dagli avversari politici e Asor Piazzolla dagli italianisti gelosi delle colleghe da lui giustamente valorizzate. Altro che le menate del Riformista sulla guerra civile in Iraq, la rivolta sciita e al Qaeda, e quanti morti ci saranno se ce ne andiamo adesso, e cosa succederà in Medio Oriente, e la lotta al terrorismo se ne gioverà o sarà ancora peggio? La domanda non è questa, e non è nemmeno se Zapatero abbia fatto bene o male, né se si ponga una questione di dignità nazionale o di fermezza contro il nemico comune o quello che vi pare. Ha ragione Asor Rosa, la vera domanda è: "Voi dove sareste stati a Guadalajara?"

(sull'Unità di oggi, nell'imperdibile e attualissimo articolo dal titolo: Fratelli di Spagna). 




permalink | inviato da il 23/4/2004 alle 21:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


23 aprile 2004

SCRITTORI - Coraggio civile

Maurizio Maggiani sulla morte di Quattrocchi e il fatto che - udite udite - fosse anche il solo a pensarla così, lui ha il coraggio di dirla chiara e fuori dai denti: il vero coraggio non è morire, ma vivere da eroi. L'avevate mai sentita? "Però, dilla tutta, Maurizio. Titilla fino in fondo il nostro muscolo cardiaco e, se non te la senti, lo farò io per te". Io cioè lui, e davvero non c'è che da leggere e applaudire, perché non c'è nulla da aggiungere.




permalink | inviato da il 23/4/2004 alle 10:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


23 aprile 2004

QUASI DIMENTICAVO - Kill Bill, Vultus V e la perdita dell'innocenza

In attesa di andare a vedere il secondo volume (chissà perché adesso bisogna chiamare i film come fossero enciclopedie) mi trattengo volentieri sul primo Kill Bill - immenso capolavoro - che ha molto a che fare con i videogiochi, con i cartoni animati e con quella che per la mia generazione è stata probabilmente, dopo Roma Liverpool, la prima, vera e amara perdita dell'innocenza. Dal Riformista di ieri




permalink | inviato da il 23/4/2004 alle 10:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


22 aprile 2004

PRIGIONIERI - E lettere dal carcere

A proposito di prigionieri, illusioni mediatiche e conseguenti cocenti delusioni, proprio poche ore fa, parlando di tutt'altro argomento - ma poi neanche tanto - rievocavo con un amico una splendida  lettera di Gramsci, sul suo viaggio in treno con altri detenuti trasferiti da un carcere all'altro. E di quel marcantonio anarchico ultra individualista a cui lo presentarono alla stazione, che non voleva credere che proprio lui così piccolo e deforme fosse chi diceva di essere: "Non può essere, perché Antonio Gramsci deve essere un gigante e non un uomo così piccolo". Ma alla fine dovette accettare la realtà. "Non disse più nulla, si ritirò in un angolo, si sedette su uno strumento innominabile e stette, come Mario sulle rovine di Cartagine, a meditare sulle proprie illusioni perdute"




permalink | inviato da il 22/4/2004 alle 15:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa


22 aprile 2004

ILLUMINAZIONI - Potrebbe

Premesso che non sono tra coloro che a ogni attentato in Iraq sembrano quasi felici per l'ebbrezza di poter dire "io l'avevo detto", che quasi si augurano che l'aereo su cui viaggiano venga dirottato contro casa loro e rada al suolo l'intero quartiere per poter dire come ultime parole che avevano detto pure questo, che la guerra in Iraq avrebbe aggravato il terrorismo, che bisognava dargli retta prima. Premesso e ribadito che io ero contrario alla guerra in Iraq ma non sono affatto convinto dello zapaterismo dilagante a sinistra, tuttavia anche in questi tempi cupi e senza abbandonarsi a entusiasmi fuori luogo, penso anche che ognuno di noi abbia diritto alle proprie piccole soddisfazioni. E io, da un po' di tempo, quando sono depresso e sconfortato, quando mi sento proprio giù giù, quando mi sembra di non essere più all'altezza della situazione, qualsiasi situazione, vado sul sito del Corriere della sera e ne tiro fuori un breve articolo di Ennio Caretto. Un'intervista. E mi rileggo questo breve estratto, in cui a proposito della guerra in Iraq si afferma: "Potrebbe avere distolto risorse dalla lotta ad Al Qaeda, accentuato l'estremismo islamico, indebolito la coalizione formata da Bush, diviso l'Europa". Potrebbe sembrare Piero Fassino, ma è Robert Kagan (intellettuale principe dei neoconservatori, quello del ritornello "gli americani vengono da Marte, gli europei da Venere").




permalink | inviato da il 22/4/2004 alle 13:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


21 aprile 2004

ILLUMINAZIONI - Natura del blog

Finalmente ho capito che cos'è un blog. No, non è un diario, anche se ci si avvicina parecchio. E' l'equivalente della "cameretta", dove da ragazzi si appendono i poster dei propri eroi, le immagini dei cantanti, della squadra di calcio, le bandiere e i manifesti delle proprie convinzioni più disparate. Per questo i blog hanno tanto successo, perché in fondo ognuno di noi vorrebbe tornare bambino, o almeno adolescente, quando bastavano quattro pareti per dare l'impressione di avere una visione del mondo e convinzioni e ideali abbastanza da tappezzarcele. Per la cronaca, nella mia stanza di adolescente l'unica cosa che abbia mai appeso alle pareti era un poster dell'uomo ragno (di Todd McFarlane) e il motivo per cui tra i link qui a lato, dove generalmente si usa mettere l'indirizzo del Sunday Times o di Foreign Affairs o del Washington Post, io invece ci ho messo il sito della gazzetta, va da sé, è un punto politico.




permalink | inviato da il 21/4/2004 alle 13:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa


20 aprile 2004

LA LUNGA MARCIA - Con cortese e non richiesta sollecitudine

Mi viene il sospetto che mentre qui ci si ammazzava di fatica per "europeizzare la sinistra italiana", non ci si è accorti che la sinistra europea si stava allegramente italianizzando.




permalink | inviato da il 20/4/2004 alle 14:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


20 aprile 2004

FILOSOFI - Qu'est-ce que c'est la gauche européen?

Dopo la scelta di Zapatero, André Glucksmann dice che l'Occidente è sempre più diviso, l'Europa non ne parliamo nemmeno e l'Iraq va verso la libanizzazione. Ma sulla sinistra europea non c'è da preoccuparsi, perché semplicemente non esiste.




permalink | inviato da il 20/4/2004 alle 14:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa


20 aprile 2004

Epifanie - Master & Commander

Mi sembra il giorno adatto per riproporla, testimonianza di fede che naturalmente si può condividere o meno, ma che incute comunque il rispetto dovuto alle forme più alte della spiritualità umana quando incontrano l'arte e si spingono nel sublime, come forse soltanto in certa poesia mistica medievale.

Caro direttore, non c'è dubbio che tra i due eroi bellici impersonati da Russell Crowe, il generale Massimo e il capitano Aubrey, facciamo il tifo per il primo. Innanzi tutto per la banale ragione che sempre decide in queste cose. Massimo prevarrebbe su Aubrey in qualunque scontro frontale tra i due. E' senza dubbio migliore stratega; e in un corpo a corpo ridurrebbe il suo avversario a macinato da ragù in pochi battiti di ciglia. Ma perché il povero Aubrey è così manifestamente inferiore al più antico generale in schinieri e gonnellino? Perché confida solo in tre alleati: la sorte, l'audacia e l'inganno. Non è che un opportunista insomma. Massimo è invece insieme realista e idealista: sa che le guerre si vincono con la preparazione degli uomini, l'organizzazione dell'esercito, l'abilità degli ufficiali; e che quindi in battaglia prevale chi è portatore di una civiltà più organizzata e più libera. Certo il nostro eroe è vittima degli intrighi altrui: spodestato dall'ambizione di chi credeva amico, dal tradimento di chi doveva sostenerlo, esposto pubblicamente al ludibrio e agli insulti, una specie di fenomeno da baraccone. Ma proprio perché ridotto a prigioniero tra i prigionieri troverà alla fine la forza di combattere, saprà spingere gli oppressi a unirsi e a lottare per la libertà, e conquisterà con loro e per loro la vittoria. E' con questa speranza, Polito, che leggiamo il suo giornale: perché un giorno dirà ai suoi uomini che il loro generale vive.
Giancarlo Schirru e-mail


Dal Riformista del 10 gennaio 2004




permalink | inviato da il 20/4/2004 alle 13:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


19 aprile 2004

LO CHIAMAVANO LODO - Zapatero ritira tutto, gringo

Il mio modello di politica e relazioni internazionali, diritto e uso proporzionato della forza è sempre stato Lo chiamavano Trinità. C'è tutto: i banditi che colpiscono e terrorizzano senza rispettare alcuna regola, la comunità di pacifisti integrali che non vuole reagire ma che pure deve difendersi in qualche modo, i nostri eroi chiamati per l'appunto a difenderli tra i gini strada di turno che dicono "violenza chiama altra violenza" e i banditi che sparano, e in cui a un certo punto Bud Spencer e Terence Hill acchiappano il bandito messicano mandato a spiarli, autore della celebre: "Emiliano non tradisce, gringo", poi gli puntano una pistola nel naso e segue l'altrettanto celebre: "Emiliano dice tutto gringo".


Venendo a Zapatero, avesse detto: se entro cinque minuti Bush non va in televisione a dire che è uno stronzo, se entro trenta secondi Blair non va a fare lo scudo umano a Falluja - se insomma Zapatero avesse fatto anche solo uno straccio di sia pur improbabile proposta politica, seguita dalla minaccia e poi dalla messa in atto del ritiro, non avrei nulla da dire. Ma dopo aver detto e ripetuto settecentoquarantasette volte che l'Europa qui e l'Europa lì, proprio quando Bush è più isolato e in difficoltà, proprio mentre Blair sta facendo pressione per la famosa svolta, Francia e Germania sono lì lì, Berlusconi è imboscato, Kofi Annan fa la sua parte e dice che per andare in Iraq bisogna cambiare tutto, con Bush all'angolo e l'Iraq nel casino, Zapatero che fa? Se ne va. Il punto non è solo che insomma, anche dei popoli oppressi un pochino ce ne potremmo anche occupare, senza necessariamente occuparli, ma almeno ci poteva risparmiare tutta quella solfa sull'Europa. Adesso tutti a corrergli dietro, del 30 giugno non frega giustamente più niente a nessuno e a me - salvo nell'improbabile caso in cui sia tutta pretattica (fino a ieri a questo gli andava bene pure la Nato, adesso non gli va bene manco lo spirito santo, vallo a capire) - a me, dicevo, viene il sospetto che meriti il soprannome che porta: Vacuoman.




permalink | inviato da il 19/4/2004 alle 10:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa


16 aprile 2004

LO CHIAMAVANO LODO - Zapatero non ritira, gringo

Sebbene ieri non tutti se ne siano accorti, soprattutto a sinistra, José Luis Rodriguez Zapatero detto Vacuoman (in Italia meglio noto come Lodo) è un politico Nato.




permalink | inviato da il 16/4/2004 alle 15:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


16 aprile 2004

PREDICATORI - Il colore dei soldi

(Prescindendo dalla questione se sia vero o no che si trattava di ragazzi qualsiasi andati in Iraq per fare un po' di soldi) la deriva ideologica della sinistra radicale è tutta in questa vignetta di Vauro. Un tempo la sinistra denunciava a ogni occasione lo scandalo di una società in cui "i poveracci" erano costretti a morire per soldi. Ora invece se la prendono con "il poveraccio" morto e gli fanno pure la predica, che non è un'estrema unzione ma è unta lo stesso.




permalink | inviato da il 16/4/2004 alle 14:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa


16 aprile 2004

SVOLTE - Il Sessantotto del Medio Oriente

Mentre eravamo impegnati a esportare democrazia e giocare a domino in Medio Oriente, preoccupati del montante risentimento delle masse arabe contro di noi, non ci siamo accorti che le masse arabe non ce l'avevano affatto con noi (o meglio, non ce l'avrebbero con noi se i primi destinatari del loro risentimento, spesso con la nostra attiva collaborazione, non ce le aizzassero contro per farle sfogare altrove), perché il Medio Oriente sta vivendo il suo '68. Questa, mi pare, la tesi del mio mediorientalista di riferimento. Sul Riformista di oggi.




permalink | inviato da il 16/4/2004 alle 14:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


15 aprile 2004

OSTAGGI

Ora non è che voglia fare anch'io il cantore dell'amor di patria, però anche questa piccola moda di sfottere a tutti i costi quei tre poveracci e stare pure a questionare sugli eccessi retorici o sciovinisti delle ultime parole di quello che è stato appena giustiziato, con la nonchalance di John Travolta e Samuel Jackson che discettano di frasi a effetto da dire in simile occasioni (come se a noi capitasse tutti i giorni di ritrovarci con un mitra puntato contro e fossimo tutti appena tornati dal Libano e veterani del Vietnam), ecco, onestamente, tutto questo mi sembra assai peggio di un po' di retorica nazional popolare.




permalink | inviato da il 15/4/2004 alle 15:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa


15 aprile 2004

ANALISTI - Il caucus di Baghdad e l'unità nazionale (irachena)

L'analisi più accurata e interessante che mi sia capitato di leggere finora su quello che il mio intellettuale di riferimento (non il pensatore, quello è un altro) ha definito il "caucus di Baghdad" (in vista del passaggio di poteri, in una forma o nell'altra, quel che sta succedendo in Iraq sarebbe in un certo senso l'equivalente dei comizi, apparizioni tv e volantinaggi fatti dai candidati alle primarie nei paesi democratici). L'analisi, dicevo, è questa qui.




permalink | inviato da il 15/4/2004 alle 15:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


14 aprile 2004

FISSAZIONI - Sarkozy et moi

Ci sono poche cose di cui sono veramente orgoglioso. Una è quella di avere sposato la causa del futuro ministro degli Interni francese Nicolas Sarkozy (ora alle Finanze) sin da quando in televisione, dinanzi alle prime proiezioni che davano la vittoria alle legislative di Lionel Jospin (come passa il tempo), richiesto di un commento, guardò il conduttore e gli disse: "Ho ben poco da commentare, è evidente a tutti che qui io sono uno sconfitto". Pubblicamente mi sono definitivamente iscritto al suo club ultras il 12 dicembre 2002, quando in Francia si cominciava a parlare della sua bizzarra idea di un consiglio francese del culto musulmano, poi ripresa in Italia da Beppe Pisanu (che divenne da allora il mio secondo modello di riferimento nella destra europea). Nonostante Chirac gli stia facendo una guerra che in confronto Occhetto e D'Alema si volevano bene, per la successione io continuo puntare su di lui.




permalink | inviato da il 14/4/2004 alle 10:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


13 aprile 2004

ILLUMINAZIONI - Equilibrio

Qualche giorno fa mi trovavo a casa del mio pensatore di riferimento e parlando del mio lavoro (o forse semplicemente della mia spiccata attitudine a sputare sentenze sulle persone e sul mondo) mi chiede se non mi venga mai il dubbio, dopo, di avere giudicato male qualcuno. Io credo dipenda dalle persone e penso anche di essere abbastanza scrupoloso. Insomma, in linea generale sono piuttosto garantista. Ma ripensandoci mi sono anche convinto che alla fin fine ognuno di noi, anche se non lo ammetterà mai, ha bisogno della propria personale guantanamo morale.




permalink | inviato da il 13/4/2004 alle 15:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


13 aprile 2004

COMPLEANNO

Non so bene perché, forse sarà stata l'irritazione perché dopo tutte quelle storie sugli ottantanni di Scalfari sui giornali di oggi non c'era nemmeno una riga sui miei ventisei, o forse avevo semplicemente dormito poco, o forse dovrei semplicemente far rivedere i freni, fare attenzione quando l'asfalto è bagnato e magari ogni tanto buttare un occhio ai semafori prima di passare, fatto sta che stamattina stavo per celebrare il mio compleanno investendo con il motorino una minuta signora sulle strisce, giusto alla fine del muro torto. Fortunatamente non credo di averle causato danni permanenti, quanto al mio parabrezza, su cui la minuta signora si è rivalsa, era già ridotto male ed è un'altra di quelle cose che dovrei fare aggiustare da un sacco di tempo.




permalink | inviato da il 13/4/2004 alle 9:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


12 aprile 2004

PASSIONE - La linea della fermezza

Ci sono momenti in cui bisogna saper fronteggiare il nemico senza indietreggiare, anche se l'obiettivo è una vera fregnaccia. 




permalink | inviato da il 12/4/2004 alle 19:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


12 aprile 2004

PRESIDENZIALI - Nella sua disponibilità

Ci sono piccoli lapsus che sono delle vere e proprie epifanie, dettagli che svelano di colpo tutta una visione del mondo. Immagino la cosa sia stata già notata e dibattuta a suo tempo, ma io ci ho fatto caso solo ieri. Stavo a pranzo da mia madre e dopo mangiato mi sono messo a guardare la televisione, per essere precisi Superman II (almeno fino a che non è cominciato La donna che visse due volte su un altro canale). Per la prima volta ho fatto caso alle parole del presidente degli Stati Uniti - Superman ha appena perso i suoi superpoteri e le cose si stanno mettendo male - quando annuncia in tv la resa ai cattivi: "Ho deciso di arrendermi al generale Zord, cedendo la presidenza degli Stati Uniti e il governo della Terra". Il governo della Terra, nel 1980, che evidentemente era nella sua disponibilità (e poi dicono dell'unilateralismo di Bush). Ora io non dico che dovesse convocare il Consiglio di sicurezza dell'Onu, ma porca miseria, c'era ancora l'Unione sovietica, almeno una telefonata poteva fargliela.




permalink | inviato da il 12/4/2004 alle 10:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia     marzo   <<  1 | 2  >>   maggio
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario

VAI A VEDERE

articoli



“Gli scacchi sono tutto: arte, scienza e sport”

Anatolij Karpov

“Non c'è peggior reazionario del rivoluzionario pentito”

Lenin

“Beato il popolo che non ha bisogno di prodi”

Bertolt Brecht



  
          

CERCA