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francesco cundari


Diario


28 febbraio 2004

BIN LADEN - Io vi avverto

Rompo il mio abituale silenzio vacanziero per una comunicazione di estrema importanza alle forze dell'integralismo islamico e del terrorismo antioccidentale in generale. Già con Saddam mi avete rovinato un weekend, se adesso pure Bin Laden si fa catturare nei giorni che dovrei dedicare alla famiglia e al riposo, è la volta che chiedo l'iscrizione all'American Enterprise Institute. Poi non dite che non vi avevo avvisato.




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26 febbraio 2004

VOLPE - La parabola della commissione Telekom Serbia

Eppure ci fu un tempo in cui la commissione Telekom Serbia sembrava l'inizio di una rivoluzione (o del Terrore, secondo i punti di vista). In quel momento furono in parecchi a salirci sopra, anche tra coloro che inizialmente l'avevano contestata. Ora si torna a scendere. In basso.




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25 febbraio 2004

MODERNITA' - L'articolo che avrei voluto scrivere

Avremmo qui voluto scrivere della riflessione critica di un autorevole intellettuale della sinistra sullo scollamento della classe politica dal paese, sull'incapacità - soprattutto tra i partiti della sinistra - di parlare alla società, di affrontare le grandi questioni del nostro tempo e di confrontarsi con le sfide della modernità senza chiudersi in una posizione subalterna. Non abbiamo potuto farlo perché l'intellettuale in questione non era a casa, e a quanto dicono non possiede un telefono cellulare. Il che ci sembra sufficientemente esplicativo delle sue posizioni.




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24 febbraio 2004

CORRIERE DELLA SERA – La rivolta della base e l'importanza della famiglia

Il Corriere della sera è il più bel giornale del mondo. Detto questo, a volte capita di leggere cose strane, che davvero non ti aspetti. Ricordo una volta in cui un giornalista venne alla sezione Mazzini a intervistare me e Orfini per il classico pezzo su “gli umori della base”, con un foglietto di due centimetri per tre su cui scrupolosamente non appuntò una sola parola lungo tutta la buona mezz’ora che durò la conversazione. Ricordo di aver pensato che non avrei mai potuto fare il giornalista, che evidentemente serviva una memoria prodigiosa, poi lessi l’articolo (lo trovate qui, l’ultimo in basso) e mi resi conto che la memoria non era poi così indispensabile. Non mi diede molto fastidio il fatto che venissero riportate tra virgolette frasi che né io né Orfini avevamo mai detto, né il ritratto di giovani dalemiani rampanti e anche un po’ stronzi che ne veniva fuori, né il fatto mai accaduto che Matteo chiamasse D’Alema e Fassino per nome a ostentare la sua confidenza con i vertici (ma questo è un topos per il giornalista in questione), né infine che indossasse dei bermuda che non ha mai nemmeno posseduto (essendo un archeologo, mettergli in mano la frusta di Indiana Jones doveva esser sembrato troppo anche al creativo del Corriere, i bermuda evidentemente gli parvero un buon compromesso tra le esigenze della cronaca e quelle della letteratura). Quello che mi infastidì fu la battutina idiota e sprezzante sulle piadine alle feste dell’Unità, che nessuno di noi avrebbe mai fatto e che di sicuro né io né altri pronunciammo in quell’occasione. Oggi sul Corriere lo stesso giornalista fa un altro pezzo su “gli umori della base”, sentendo due o tre sezioni romane. In questo caso sono certo che la ricostruzione è fedelissima, lascia qualche dubbio soltanto il campione scelto. Tutte meravigliose persone, molti dei quali conosco da anni, come il segretario della sezione Tufello Fabrizio Picchetti e la compagna Valentina Rinaldi della sezione Trionfale. Peccato che il giornalista, nella sua ricostruzione sulla base sconcertata e delusa dai dirigenti, sui compagni in lacrime, la rabbia contro Fassino e la tentazione di abbandonare il partito manco fosse la Bolognina, ometta di dire che Fabrizio Picchetti della sezione Tufello e Valentina Rinaldi della sezione Trionfale non sono solo due autorevoli esponenti della minoranza (anche alla sezione Trionfale), sono marito e moglie.




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23 febbraio 2004

CONFESSIONE - Il quadratino che ci manca

L'unico motivo della presente è fare illuminare quel maledetto quadratino in alto a destra con scritto 23. L'introduzione del calendario nei blog è ragione di ansia insopportabile, senza contare che quei simpaticoni che hanno avuto la bella pensata di introdurlo, non preoccupandosi minimamente dello stress che avrebbero indotto in noi poveri utenti, si sono dimenticati che è un anno bisestile. E voglio proprio vedere che succede il 29 febbraio.




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20 febbraio 2004

EROI - Dopo Gavino, Orfini

Una splendida lettera per Luciano Violante, la trovate qui.

 




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20 febbraio 2004

EROI - Il tuo animo è meschino se non tifi per Gavino

Prima leggete questa (in caso non l'aveste già fatto). Poi sentite qua:

"È in corso una campagna contro la Lista unitaria dell'Ulivo, e in particolare contro i Ds, basata sulla menzogna". Lo sottolinea il presidente dei senatori diessini, Gavino Angius. "Le differenti opinioni politiche, per cui ho pieno rispetto - ha spiegato Angius - non penso possano basarsi su ricostruzioni non vere, o meglio del tutto false. Quello che afferma Asor Rosa oggi sulle pagine de L'Unità ne è l'ennesima prova. In quella lettera ci sono affermazioni false. È ora di dire basta". (Adnkronos)




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19 febbraio 2004

GUERRA - Astenersi perditempo

La sinistra italiana era contraria alla guerra in Iraq in base a due argomenti: lo scetticismo sulla reale minaccia rappresentata dalle armi di Saddam, argomento che si è dimostrato assai fondato, e lo scetticismo circa la possibilità di esportare la democrazia manu militari, che si è dimostrato anch'esso non manifestamente infondato e che del resto era sostenuto da molte solide ragioni. La principale era la seguente: costruire una democrazia non significa solo tenere le elezioni. E' una tesi che personalmente condivido. Senza bisogno di scomodare Zakaria, in molti a sinistra hanno detto giustamente che prima delle elezioni viene lo stato di diritto, la cultura (prima ancora che la pratica) del rispetto delle minoranze, l'indipendenza della giustizia, la libera informazione, la pubblica istruzione e compagnia. Ottima obiezione alla tesi dell'esportazione della democrazia come giustificazione della guerra in Iraq. Ma allora perché ora si dice che bisogna subito delegare tutto il potere agli iracheni, tenere le elezioni il prima possibile e andarsene?




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18 febbraio 2004

PANTANI - Mediatici

Scrive sul caso Pantani il miglior corsivista d'Italia:


Per
E'colpa dell'ambiente, semmai dei soldi, no no è colpa della stampa, invece è colpa dei giudici, e i farmaci dove li mettiamo, è lo sport che è marcio, è la droga che uccide, la colpa è nostra, della società, la colpa è del sistema. E se fosse morto per colpa sua? (jena)


Ora non è che io voglia sempre mettere i puntini sulle i, ma insomma, la conclusione "per colpa sua" non mi piace molto. Io avrei sostituito quell'ultimo "colpa" con un più sobrio (e rispettoso) "cazzi". Con la chiusa "e se fosse morto per cazzi sua?" l'intero pezzo avrebbe riscosso il mio totale e incondizionato consenso.




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18 febbraio 2004

ILLUMINAZIONI - Nel sacro vincolo della libertà

Lo slogan della Cdl per le prossime elezioni, “uniti e liberi”, contiene un messaggio meraviglioso di amore ed emancipazione, ma temo sarà poco fortunato. Purtroppo, infatti, è un messaggio che le donne tendono a non capire.


P.S. A pensarci bene, potrebbe essere utilmente mutuato dal comitato promotore del referendum sulla fecondazione assistita.




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18 febbraio 2004

SODDISFAZIONI - La vendetta è un piatto che va gustato freddo

Questo signore è un grande giornalista (erano anni che aspettavo l'occasione per vendicarmi). 




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16 febbraio 2004

PERPLESSITA' - Mediani

Siccome in Italia il calcio è una scienza esatta - o meglio: l'unica scienza esatta - per capire il significato di alcune recenti scelte politico-musicali bisognerebbe collocarle nel loro giusto contesto, cioè allo stadio. Allo stadio Olimpico, per esempio. Ora, ve li immaginate, alla tradizionale cerimonia di presentazione della squadra a inizio stagione, Totti, Montella e Cassano che entrano alla chetichella, mentre nel generale tripudio una gigantesca ola saluta l'ingresso in campo di Damiano Tommasi?




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13 febbraio 2004

COMUNICAZIONE - di servizio

Niente panico, sono solo un po' influenzato. Il mio silenzio è dovuto a questo. Certo, mi rendo conto che in un simile momento dovrei pur trovare la forza di dire qualcosa, ma l'unica cosa che mi viene in mente - osservando la convenzione della lista unitaria - è che se potessi tornare indietro nel tempo, col senno di poi, oggi sarei senza dubbio un repubblicano europeo.




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10 febbraio 2004

AZIENDALISMO - Oggi, sala Umberto, via della Mercede 50

Quasi dimenticavo (ore 15)




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9 febbraio 2004

PULP FICTION - Politica e letteratura

Avrei voluto scrivere qui dell'ultimo articolo della Suddeutsche Zeitung sulla crisi ai vertici della Spd, accennare un illuminante parallelo tra Follini e Sarkozy suggeritomi dalla lettura del Figaro, glossare brevemente la mia rubrica preferita sul Guardian e polemizzare aspramente con l'ultimo articolo di Andrew Sullivan sul Sunday Times. Avrei voluto sul serio, ma a parte il fatto che non leggo nessuno dei giornali sopraelencati, che non so una parola di tedesco e che non ho la minima idea di cosa possano avere in comune Follini e Sarkozy, il vero motivo per cui non posso farlo è che la mia mente è divorata da un'unica curiosità: l'articolo di Lidia Ravera intitolato "I dolori del giovane Aprile" sull'ultimo numero dell'omonima rivista. Chiunque ne fosse in possesso è pregato di contattarmi con cortese sollecitudine.




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6 febbraio 2004

ILLUMINAZIONI - Un regalo per Prodi

L'idea, a mio modesto parere, merita di essere seriamente valutata. Ma un Cd taroccato è stato già proposto?




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5 febbraio 2004

MESSAGGIO PROMOZIONALE

Leggete




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4 febbraio 2004

SEGNALAZIONI - Tardive (ma buone)

Lo so, lo so. Lo ha già fatto quest'uomo, che è un genio, ma non potevo resistere. Aguzzate la vista: tra il sito www.listaunitaria.it e il sito www.listaunica.it c'è una piccola differenza, riuscite a trovarla? (Soluzione: la stessa che distingue una "lista nata per colmare un vuoto, nel massimo spirito unitario e senza alcuna intenzione di creare polemiche o divisioni all'interno della coalizione" e una semplice lista di disturbo).




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3 febbraio 2004

ILLUMINAZIONI - Adolescenziali

Quando avevo sì e no quattordici anni, mi capitò di sfoggiare la mia precoce lettura della Coscienza di Zeno con un amico di famiglia, mentre ci trovavamo in vacanza in montagna. Subito prese la macchina e mi accompagnò nella città più vicina alla ricerca di un libro da regalarmi, che paradossalmente trovammo solo in una libreria delle suore Paoline. Paradossalmente perché il libro in questione era Il conte di Montecristo, che mi fu consegnato con queste indimenticabili parole: "Forse a te sembrerà tardi per leggerlo, ma vedi, nella vita non ti capiterà mai di dire: 'Ah, come vorrei essere Zeno Cosini!'".


Se per caso si trovasse a passare da questo blog - che pure, mi rendo conto, somiglia assai più al diario di Zeno Cosini che a quello di Edmond Dantès - lo vorrei ringraziare.




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2 febbraio 2004

QUERCIOMETRO - Rischio di invasione dei Ds: 30%

Simbolo dei Democratici di SinistraOrmai non ci sono più dubbi: Occhetto farà la sua lista con Di Pietro e il girotondino (Pardi). Tutti i tentativi per far desistere il fondatore del Pds dal dichiarare guerra ai Ds sono miseramente falliti ancor prima di cominciare, infatti non sono neanche cominciati. Nicola Tranfaglia, direttore di Aprile e storico illustre, inventore del periodo ipotetico del sesto tipo, ha già abbandonato la nave diessina. Ma soprattutto, occorre ripeterlo, Achille Occhetto è ormai sceso in campo per un nuovo inizio, alla testa di una nuova carovana e di una ancor più gioiosa macchina da guerra. Il giudizio degli analisti è pertanto unanime: per i Ds, nonostante tutte le incognite ancora presenti nei futuri assetti del triciclo, il rischio di invasione precipita di dieci punti, attestandosi su un rassicurante 30 per cento.




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