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il nuovo che è avanzato

francesco cundari


Diario


21 agosto 2007

Pensierino della sera

Io vorrei davvero diventare buono. Mi sforzo, dico sul serio, l’ho anche promesso alla mamma. E forse, se per lavoro non fossi tenuto a leggere i giornali ogni santa mattina, a quest’ora ci sarei anche riuscito. Sia chiaro, non ce l’ho con i giovani che si battono per il rinnovamento, contro la politica chiusa e autoreferenziale, che fanno la lista per il Pd assieme allo Spi Cgil – anche perché sicuramente ho capito male io, suvvia, ci sarà senz’altro un equivoco – perché alla fine, seriamente, non è mica colpa loro. E’ il paese, obiettivamente, che non ci aiuta. E siccome ho promesso alla mamma di diventare buono, io avrei pensato di risolverla così. Dunque, per prima cosa, da domani voglio lanciare una campagna in favore di Sandro Bondi, oppure di Marco Rizzo, fa lo stesso. Ma esigo che da ora in avanti chiunque parli di Sandro Bondi o di Marco Rizzo lo faccia con il dovuto rispetto per le loro libere convinzioni, la loro preparazione, la loro autorevolezza. Ecco, da ora in poi, vorrei che su tutti i giornali si scrivesse sempre: “L’autorevole Sandro Bondi”. Perché, insomma, questa storia che se Sandro Bondi dice che i magistrati sono comunisti ci mettiamo tutti a fare gli acuti commentatori che non la bevono, tutti a dargli del servo di Berlusconi e a fargli le pernacchie, e quando Marco Rizzo la spara grossa tutti a dire che Marco Rizzo la spara grossa, a me non sta bene. Intendiamoci, a me va benissimo che l’autorevole Economist per tre settimane di fila ci spieghi che è una gran fortuna per tutti se qualche banca europea fallisce per aver preso pacchi di titoli spazzatura americani – avendoli presi, ovviamente, in base a pure considerazioni di mercato, ché fossero stati emessi dalla Repubblica di San Marino li avrebbero acquistati tutti ugualmente, si capisce – perché quello resta l’autorevole Economist, e chi dice niente. E se poi sui nostri maggiori quotidiani tanti professori che dividono il loro prezioso tempo tra un editoriale sulle virtù del mercato e una consulenza per le banche d’affari americane vogliono autorevolmente spiegare a tutti noi che dobbiamo privatizzarci anche le mutande – e magari quotarci i calzini alla borsa di Londra – io non dico mica nulla. Per carità. Io me ne sto buono buono a guardare i cartoni animati, pieno di rispetto per i liberi convincimenti di ognuno, convintissimo che sui mercati le cose vadano come meglio non si potrebbe e guai a sognarci di metter di mezzo la politica. Insomma, figuriamoci, e chi dice niente. Però, su quegli stessi giornali, pretendo perlomeno l’illustre Marco Rizzo e l’autorevolissimo Sandro Bondi. Per decoro.




permalink | inviato da ciccio il 21/8/2007 alle 2:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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