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il nuovo che è avanzato

francesco cundari


Diario


24 luglio 2007

Quello che D'Avanzo non dice

Dice Giuseppe D’Avanzo che occorre fare chiarezza sull’intrigo, sulla commistione tra politica e affari al tempo delle scalate, sulla partecipazione dei vertici diessini al grande “disegno criminoso” di cui parla Clementina Forleo.

E allora cerchiamo di essere chiari. Secondo me, il primo problema è proprio quello del “disegno criminoso”: finché i magistrati perseguiranno i “disegni”, invece dei “fatti” criminosi, anche un bambino capisce che l’arbitrarietà dei giudizi raggiunge l’apice. Tra chiacchiere al telefono, disegni e concerti si possono pure accusare i boy scout di associazione a delinquere e concorso in banda armata.

Restiamo ai fatti, dunque. E i fatti dicono che le tre scalate (Antonveneta, Bnl e Rcs) non avevano nulla a che vedere l’una con l’altra, dunque non c’era proprio alcun “disegno”. Come hanno sempre saputo tutti e come dimostrano proprio le intercettazioni e gli interrogatori pubblicati finora, perché:

1.    Stefano Ricucci non intendeva affatto scalare la Rcs, tanto che aveva avviato trattative proprio con il patto di sindacato della Rizzoli-Corriere della sera, con l’obiettivo di farsi cooptare. E già questo semplice dettaglio dovrebbe bastare a spazzare via tutte le storie sul grande concerto e il grande intrigo tra Massimo D’Alema e Silvio Berlusconi per il controllo del Corriere. O no?
2.    L’opa di Gianpiero Fiorani ad Antonveneta e quella di Giovanni Consorte a Bnl non coincidono temporalmente. Inoltre, si dà il caso che sia proprio Consorte a opporsi, con successo, alla partecipazione di Hopa alla scalata di Fiorani. Dunque, non solo non c’era alcun concerto tra i due, ma si può dire che Consorte, con il suo comportamento, la scalata di Fiorani l’ha oggettivamente e pesantemente ostacolata. O no?
3.    A ulteriore conferma di quanto sopra, si rileggano le intercettazioni ripubblicate in questi giorni: mentre illustra la sua scalata a Bnl, l’allora presidente di Unipol si vanta di averne messo fuori “tutti gli immobiliaristi”. Proprio così. E allora, domando: dove sta il concerto, il grande intrigo, il disegno criminoso?
4.    Dalle telefonate di Consorte (e dalle cronache del 2005) emerge come Antonio Fazio, che avrebbe dovuto essere il grande regista del grande intrigo, sia proprio colui che nega fino all’ultimo e senza ragione apparente l’autorizzazione a Unipol per poter procedere con l’opa a Bnl. E allora, ridomando: dove sta il concerto, il grande intrigo, il disegno criminoso?




permalink | inviato da ciccio il 24/7/2007 alle 12:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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